Biella Piazzo

Steve
McCurry.

Uplands & Icons

Una mostra dove dominano incontrastate l’essenza della montagna e di luoghi remoti con l’anima dei loro abitanti.

Esplora le fotografie
Una ragazza tibetana avvolta in una sciarpa colorata, davanti a una parete ocra. Xigaze, Tibet, 2001
Xigaze, Tibet, 2001 @ Steve McCurry
Quando

6 dicembre 2024
18 maggio 2025

Dove

Palazzo Gromo Losa
Palazzo Ferrero, Biella Piazzo

Il percorso

128 fotografie
Due sezioni, uno sguardo

La mostra

La mostra “Steve McCurry. Uplands&Icons”, allestita nel polo culturale di Biella Piazzo, all’interno dei palazzi Gromo Losa e Ferrero, disegna un itinerario che ripercorre i viaggi e le mete raggiunte dal grande fotografo americano dall’Afghanistan al Tibet, dalla Mongolia al Giappone, dal Brasile alla Birmania, dalle Filippine al Marocco allo Yemen, in una collezione di 128 immagini che spaziano dalle sue prime missioni afgane, alle sue immagini più iconiche.

Una mostra dove dominano incontrastate l’essenza della montagna e di luoghi remoti con l’anima dei loro abitanti.

Palazzo Gromo Losa

Uplands

È allo spirito della Montagna, alla sua sacralità, ai suoi paesaggi oltre che a quello dei suoi abitanti, che è dedicata “Steve McCurry. Uplands&Icons”. Nella prima parte, allestita a Palazzo Gromo Losa con le foto scattate nelle Uplands, la mostra ripercorre i viaggi di McCurry nelle alte terre, dall’Afghanistan al Tibet, dalla Mongolia al Giappone, dal Brasile alla Birmania e poi Filippine, Marocco, Yemen; oltre 100 immagini che spaziano dalle sue prime missioni afgane alle più recenti tappe della sua instancabile esplorazione del mondo, come la Mongolia e l’Antartide. Un racconto, “ascoltabile” nell’audioguida a disposizione del pubblico in italiano e inglese, che è fatto di paesaggi e volti. Su tutto domina l’essenza incontrastata delle Uplands, con il loro fascino estremo, il tempo dilatato, il silenzio, uno stile di vita che oscilla tra pericolo e risorsa in luoghi distanti per geografia, accomunati da una struggente bellezza.

Palazzo Ferrero

Icons

Alle sue foto più conosciute e rappresentative, alle sue Icons è poi dedicata la seconda parte della mostra, allestita a Palazzo Ferrero, con immagini straordinarie, tra cui la famosa ragazza afghana. Una sezione arricchita da un’ampia introduzione biografica e da una serie di documentari video nei quali McCurry in prima persona racconta il suo modo di interpretare la fotografia e descrive il suo modo di operare.

La mostra, organizzata da Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, Palazzo Gromo Losa srl, Creation e Rjma, in collaborazione con il Comune di Biella, Città Creativa Unesco, Polo Culturale di Biella Piazzo e Palazzo Ferrero Miscele culturali, con main sponsor Biver Banca – Gruppo Banca di Asti, da un progetto di Orion57, sarà infine arricchita da una audioguida disponibile per tutti i visitatori in italiano e in inglese e da un catalogo, realizzato esclusivamente per la mostra biellese.

Ritratto di Steve McCurry
Steve McCurry

Il fotografo

Steve McCurry è una delle figure più iconiche della fotografia contemporanea da oltre cinque decenni. Nato a Philadelphia, Pennsylvania, McCurry ha studiato cinematografia alla Pennsylvania State University prima di iniziare a lavorare per la testata giornalistica Today’s Post. Dopo due anni, McCurry ha affrontato il primo di quelli che sarebbero diventati molti viaggi in India. Con poco più di una borsa di vestiti e molte pellicole, si è fatto strada attraverso il subcontinente, esplorando il paese con la sua macchina fotografica.

Dopo diversi mesi di viaggio ha attraversato il confine con il Pakistan. In un piccolo villaggio, ha incontrato un gruppo di rifugiati dall’Afghanistan che lo hanno fatto passare di nascosto attraverso il confine nel loro Paese, proprio mentre l’invasione russa stava chiudendo le frontiere ai giornalisti occidentali. In abiti tradizionali, con una folta barba e lineamenti segnati dalle intemperie dopo mesi trascorsi con i Mujahidin, McCurry si è fatto strada attraverso il confine con il Pakistan con la sua pellicola cucita nei vestiti.

Le immagini di McCurry sono state tra le prime a mostrare al mondo la brutalità dell’invasione russa. Da allora ha continuato a creare immagini indimenticabili in tutti e sette i continenti e in numerosi paesi. Il suo corpus di opere abbraccia conflitti, culture in via di estinzione, antiche tradizioni e contemporaneità, conservando sempre l’elemento umano che ha reso la sua celebre “ragazza afgana” un’immagine così potente.

McCurry è stato insignito di alcuni dei premi più prestigiosi del settore, tra cui la Robert Capa Gold Medal. Più recentemente, la Royal Photographic Society di Londra gli ha conferito la Centenary Medal for Lifetime Achievement e nel 2019 è stato inserito nell’International Photography Hall of Fame.

Una mostra dove dominano incontrastate l’essenza della montagna e di luoghi remoti con l’anima dei loro abitanti.